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QUALE PERCENTUALE DI UMIDITA` DEVE AVERE IL LEGNO PER EVITARE LA FORMAZIONE DI MUFFE? Vai alla Lista
Data:: 31/12/2006
Da:: Roberto Gheno

Tutto il materiale legnoso, in quanto materia prima di natura organica, è suscettibile di attacchi da parte di funghi cromogeni (muffe). In particolar modo è sensibile agli attacchi fungini il legno massiccio (tronchi, semilavorati o prodotti finiti) conservato in condizioni di elevate temperature / umidità ambientali e scarsa ventilazione.

I funghi sono organismi privi di clorofilla che non sono in grado di assimilare e trasformare l`anidride carbonica nelle sostanze necessarie al loro metabolismo e si nutrono delle sostanze di riserva contenute all`interno delle cellule dei tessuti legnosi, in particolare amidi e zuccheri.
La struttura del fungo, molto semplice, è formata da una porzione vegetativa, detta micelio, costituita da cellule tutte uguali tra loro ed una riproduttiva o corpo fruttifero. Nel corpo fruttifero vengono formate le spore che, quando vengono a contatto con un substrato adatto, danno origine al micelio.

Il perdurare di condizioni di temperatura favorevoli allo sviluppo del micelio (20-30°C) e di una elevata umidità del legno, anche localizzata o limitata alla sola superficie (tra il 20 e 45%) consente lo sviluppo di questi organismi che, in relazione alla diversa attività e al tipo di danno arrecato sul materiale, vengono distinti in funghi cromogeni o muffe (che ne alterano le sole caratteristiche estetiche) e funghi lignivori o xilofagi (che ne alterano la struttura). La luce non è invece un fattore indispensabile alla crescita del fungo se si fa eccezione per la formazione del corpo fruttifero.

In base alla natura dell`alterazione cromatica ed alla profondità di penetrazione all`interno del legno i funghi cromogeni vengono distinti in funghi cromogeni superficiali o muffe e funghi cromogeni profondi o muffe secondarie:

1. I funghi cromogeni superficiali: le cosiddette "muffe", sono in grado di svilupparsi solamente nei primi strati di cellule e per profondità in genere non superiori al millimetro, attraverso aperture naturali o lesioni traumatiche. I funghi cromogeni sono incapaci di idrolizzare la parete cellulare, si nutrono di zuccheri e proteine semplici contenute nel lume cellulare. Si tratta di specie polifaghe ed ubiquitarie (Aspergillus, Botrytis, Fusarium, Pennicillum) che attaccano i tessuti di piante vive, segati e semilavorati in genere, ma si possono comunemente riscontrare su qualunque materiale organico. In condizioni di elevata umidità ambientale si sviluppano grandi quantità di efflorescenze miceliche e fruttificazioni superficiali che determinano formazioni lanuginose di diverso colore (dal verde, al nero, al giallo bruno), eliminabili con una spazzolatura o più raramente con una leggera piallatura del legno.

2. funghi cromogeni profondi: si tratta anche in questo caso di specie che non sono in grado di alterare o degradare la parete cellulare, ma di penetrare in profondità nella porzione di alburno conferendo colorazioni particolarmente intense ai tessuti invasi. La presenza di muffe fungine che occludono il parenchima conferisce al legno una tipica colorazione grigio-azzurra, meglio nota nelle conifere come azzurramento (blue-stain o sap stain, bleuissement, blaufäule).
Sono particolarmente interessati dal fenomeno il pino silvestre, il pino marittimo, la douglasia, l`abete bianco e l`abete rosso. Anche dopo piallatura o spazzolatura delle superfici interessate rimane visibile l`alterazione cromatica indotta dal fungo. L`attacco rimane confinato alla sola porzione di alburno, mentre il durame, ricco di estrattivi polifenolici (tannini), non viene alterato dall`azione di questi funghi.

In conclusione, il trattamento di essiccazione non è sufficiente a preservare il legno ed i prodotti a base di legno massiccio dallo sviluppo di funghi cromogeni quando viene conservato in luoghi caldi e umidi, poco ventilati o protetto mediante film plastici che possono determinare la formazione di condensa e un aumento localizzato dell`umidità del legno.

Condizione essenziale perché non si sviluppino nel legno muffe superficiali o funghi cromogeni è pertanto quella di mantenere per tutta la vita utile del semilavorato o prodotto finito una umidità del legno inferiore al 20%.


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